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lunedì, 05 marzo 2007
A Roma si discute dei "lucchetti d'amore" agganciati a una lampione di Ponte Milvio, una moda lanciata da Federico Moccia nel libro "Ho voglia di te". Sorvoliamo per un attimo sulla banalità del titolo per giungere nei pressi dell'autore con una domanda di questo tenore:  "L'episodio del libro è reale?" Alla domanda segue una risposta che rende pienamente effettivo il cortocircuito tra realtà e  finzione: "Il giorno prima che il libro uscisse, temendo che qualcuno verificasse il mio racconto, misi io il primo  lucchetto.

Cosa spinge un giornalista a chiedere ad uno scrittore se l'episodio di un racconto è reale? Cosa obbliga lo scrittore a rilanciare, rivelando il timore di non essere credibile? Sarebbe facile cavarsela dicendo che qui non si tratta di letteratura ma di un fenomeno di costume... eppure questo singolare episodio (la diatriba sui lucchetti insieme al botta-risposta) ci dice che anche un titolo così banale da rendere esplicito, con una didascalia da fotoromanzo, ciò di cui ognuno di noi fa esperienza ogni giorno - la trama del desiderio - ha bisogno di un aggancio tangibile alla realtà, possibilmente sotto forma di un lucchetto che si affianchi a mille altri suoi consimili. Un super-lucchetto che àncori la realtà a se stessa.

P.S.: Pare che ignoti abbiano scardinato nottetempo i lucchetti di Ponte Milvio. L'autore ha commentato: "Step - il protagonista del romanzo - vorrebbe sicuramente vedere in viso questi vigliacchi.
postato da: Socrate1973 alle ore 15:00 | Link | commenti (1)
categoria:letteratura