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sabato, 10 marzo 2007
Chiusa recentemente l'ennesima edizione dell' "italianissimo" festival-canzone sanremese, già non se ne parla più. O meglio si continua a non parlare più di musica. Sanremo, direbbe Paolo Poli, mi mette tristezza come il gay pride e il carnevale di Viareggio. Ebbene, foss'anche così, vorremmo spendere due parole sull'argomento ugualmente.
Nel caos strategico delle demo-tele-giurie, nel marasma mediatico del prima e dopo festival, ci è sembrato di annusare per l'ennesima volta quel non so che di "falso" che appartiene degnamente al mondo televisivo (perchè il festival è, prima d'ogni cosa, televisione, al di là della collocazione teatrale).

In effetti il festival della canzone italiana è storicamente appannaggio del massimo media. Pertanto andrebbe giudicato principalmente sul versante dello specifico televisivo che non su quello musicale.

Non è così. Apparentemente si parla di giorno della musica, grazie ai molti Mollica ubiqui e moltiplicantesi per ogni dove della platea sanremese, di notte delle sciocche beghe e dei disguidi interni all'organizzazione dello show.
L'Italia, che è principalmente un prodotto televisivo, la si vuole ipnotizzata per una settimana, annichilita, remissiva alle straparole di Baudo e della bionda valletta. Ma, si legge, il pubblico televisivo del festival non è, ad esempio, propriamente giovanile.
Non importa, è un dettaglio insignificante in un paese dove la televisione opera come un costante soffio dissuasore e persuasore. Il pubblico non ha età.
Detto questo, è chiaro che sul versante televisivo Sanremo ha stravinto. Che lo si voglia o meno, gli ingaggi pubblicitari hanno fruttato più dello sperato. I dati degli ascolti sono strabilianti, i giornali hanno amplificato l'evento in modo egregio. Punto. Accettiamo almeno una volta che non ha senso parlare di stupidità mediatica o affini quando i risultati parlano in modo così lapalissiano.
Vorrebbe dire fare il solito gioco etico di condannare la fame nel mondo o il commercio delle armi e continuare a bere Coca-cola, però con moderazione, continuare a comperare computer, sistemi windows,lettori mp3 della Apple rossi che aiutano i paesi poveri, e via dicendo.
Siamo quello che guardiamo. Baudo ne è l'esempio più grottesco.

Dunque la musica. Tre giurie diverse per tre Italie ideologicamente diverse. La demoscopica premia Cristicchi e al secondo posto Silvestri. La giuria di qualità sceglie 1 Cristicchi e 2 Tosca.
Il televoto consegna l'alloro ad Al Bano. Come? Proprio così. L'Italia ama Al Bano e lo premia in diretta. Dunque la mossa successiva di Baudo di inginocchiarsi al cospetto del "re" non è altro che il gesto più ovvio, quello di una nazione (televisiva?) che onora il depositario della nazional-canzone? E perchè allora, in questo gioco da tv interattiva, non rispettiamo il volere del paese e non diamo, giustamente, la vittoria ad Al Bano? In effetti, questo primo premio a Cristicchi...ricordiamo forse un Frankie Hi-NRG di molti anni fa, quando ancora girava in musicassetta, e oggi un epigono impacciato e accomodante (il sociale va sempre bene, poi se farcito di un po' di malinconia, amore, e accordi in minore...) dice cose ben più banali e con meno fantasia parolibera.
Il secondo posto per la giuria demoscopic è di Silvestri. Un po' di ritmo sud-americano e sincera gioiosità per il nulla. Bene, il popolo vuole Al bano sul trono e Silvestri come degno giullare. Ma il risultato è diverso, per il gioco perverso delle commissioni. E' come per i festival della poesia, dove un premio non si nega a nessuno.

E poi, in effetti, il senso della televisione è proprio questo, come ci diceva qualcuno in "V for Vendetta": bisogna guardare, assorbire, dissentire e alla fine essere d'accordo. A meno che...
postato da: PinkMoon78 alle ore 11:40 | Link | commenti (2)
Commenti
#1   12 Marzo 2007 - 18:24
 
ma l'hai sentita bene la canzone di Silvestri??
Non direi che esprima gioiosità per il nulla... al contrario... il tema è serio.
E reale...
Solo affrontato con ritmo...
Blogger: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Supertriglia

#2   03 Aprile 2007 - 15:02
 
Pronti a scommettere che il tema originario fosse una storia d'amore. Poi gli è sfuggita la rima paranza-latitanza. E lì, bisognava giustificare...
La-ti-tia-mo-da-anni-con-i-so-li-ti-in-gan-ni.
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Commenti

categoria:televisione