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mercoledì, 24 ottobre 2007
Volevamo parlarne prima, ma avevamo di peggio da fare, dunque spendiamo solo adesso qualche riga sull’ordinanza con cui, nel luglio scorso, il sindaco di Verona Flavio Tosi ha proibito la consumazione di panini ed altri generi alimentari nei pressi dei monumenti cittadini, per tutelare il decoro e l’immagine del Comune.
Siamo perfettamente d’accordo col provvedimento, ma non per i fini paternalistici che si ripropone (il disordine non è l’effetto di maleducazione, semmai di ignoranza), bensì perché è giunto il momento di smetterla con la cultura del turista, del pranzo al sacco, del museo.
I musei, per cominciare, bisognerebbe abolirli. Non servono a niente. Fatta eccezione per qualche esempio sovversivo, sono quasi tutti ripostigli polverosi di opere celebri, spesso male illuminati, talvolta perfino irritanti.
L’arte va esaltata, non repressa. In una civiltà davvero moderna, sarebbe disseminata per la città, scandalosa, inevitabile. Una coscienza critica di cui nessuno possa davvero fare a meno. Ma ciò significherebbe, oggi, sfidare gli imbrattatori, eccitare i vandali, dare pretesti ad ogni tipo di rivendicazioni.
Dunque, scattano i musei. Le oasi dei palazzi vecchi. Inadatti alle esposizioni, per cui del resto non furono costruiti. Anziché sprecarsi per realizzare delle esposizioni. Per rendere una visita, se non un happening, un’esperienza.
E con loro, le guide. I gruppi di vecchi con cuffie al seguito, tetramente simili a certi personaggi di Lovecraft. E l’imperitura idea che l’arte va capita e non vissuta, spiegata e non amata, esorcizzata e non accettata.
Non vi piace Picasso? Statevene a casa. Non gradite Fontana? Andatevene da un’altra parte. Ma per piacere, non vi mettete in fila, non scartate il panino davanti all’ingresso, non sciorinate i depliant informativi come se fossero la nuova Bibbia.
È finito il tempo delle gite scolastiche, dell’istruzione imposta, della cultura da Sovrintendenza. Nessuno vi chiede di amare Velazquez o di condividere Pollock. Avete tutto il diritto di odiarli, o, semplicemente, di essere loro indifferenti. Ma non quello d’ingabbiarli in qualche frase da salotto, di renderli idoli stantii delle vostre domeniche, per poi magari rimpiangere di non essere stati a casa a rimbecillirvi di televisione.
L’ignoranza non ha bisogno di opuscoli, ma di genuinità. E non serve citare Giorgio Gaber per dire che “la cultura per le masse è un’idiozia, la fila coi panini davanti ai musei mi fa malinconiaâ€.

postato da: larrywise77 alle ore 10:33 | Link | commenti
categoria:attualità
mercoledì, 24 ottobre 2007
Passi per Chanel Totti. E, ultimamente, per Tobias Del Piero. Ma non sapevamo ci fosse pure Juanito Panucci.
postato da: larrywise77 alle ore 09:45 | Link | commenti (3)
categoria:calcio
martedì, 23 ottobre 2007
Fabrizio Corona ha intenzione di fondare un partito politico e candidarsi alle prossime elezioni. Punti principali: responsabilità dei magistrati, riapertura delle case chiuse, liberalizzazione delle droghe leggere. Ineccepibile. Quasi quasi gli compriamo pure le magliette.
postato da: larrywise77 alle ore 14:57 | Link | commenti (1)
categoria:attualità
mercoledì, 17 ottobre 2007
Vorremmo rivedere un vecchio spettacolo del politico Beppe Grillo - primi anni novanta, suppergiù - in cui, tra un'invettiva e l'altra, avvertiva il pubblico: "se esagero, ditemelo, che metto subito questo". E indossava un naso da clown.
postato da: larrywise77 alle ore 10:05 | Link | commenti
categoria:attualità
martedì, 16 ottobre 2007
Vorremmo rivedere un vecchio spettacolo del re dei blogger Beppe Grillo - metà anni novanta, suppergiù - in cui alla fine distruggeva la tastiera di un computer.
postato da: larrywise77 alle ore 23:08 | Link | commenti
categoria:attualità
martedì, 16 ottobre 2007
Il triste spettacolo dei comici di professione che, alla prima battuta, anzichè le risate, ricevono l'applauso - di compassione - del pubblico.
postato da: larrywise77 alle ore 23:03 | Link | commenti (1)
categoria:malumori
martedì, 16 ottobre 2007
Il triste spettacolo dei comici di professione che, intervistati fuori dal palco, si sentono in dovere di far ridere.
postato da: larrywise77 alle ore 23:02 | Link | commenti
categoria:malumori
martedì, 16 ottobre 2007
Recentemente abbiamo appreso che gli schiaffi che Alberto Sordi rifilava a Monica Vitti nel film "Amore mio aiutami" in realtà li dava a Fiorella Mannoia, in versione stunt girl. Quello che le donne non dicono.
postato da: larrywise77 alle ore 09:25 | Link | commenti
categoria:cinema